Ricerche in corso

 

PROGETTO PER LA REDAZIONE DI UN CODICE ETICO DELLA REGIONE PUGLIA

Con la presente si intende proporre alla Regione Puglia il finanziamento di un progetto di redazione di un codice etico per la Regione Puglia, nella convinzione che la sensibilità verso i temi dell’etica dell’attuale governo pugliese, già dimostrata con la promulgazione della legge sulla trasparenza, venga confermata. La proposta segue una tendenza ormai molto consolidata nell’ambito dell’impresa privata – prima anglosassone, poi anche europea – ad autoregolamentare i rapporti interni e quelli con i terzi attraverso un codice etico capace di influenzare i comportamenti e le eventuali violazioni, già in una fase precedente rispetto all’intervento delle norme giuridiche. Questa tendenza si è poi estesa anche all’ambito pubblico, prima con le università e poi con la pubblica amministrazione. Ad esempio, seguendo un percorso già sperimentato da ricerche sulla P.A. americana, dobbiamo cercare di tenere in equilibrio due modelli etici che vanno tra loro contemperati: ethos burocratico (razionalità strumentale ed efficienza nel raggiungimento degli obiettivi) ed ethos democratico (i valori della cittadinanza e della giustizia). Più nello specifico, possiamo parlare per l’ethos burocratico dei valori di: efficienza, efficacia, competenza, lealtà, accountability; per l’ethos democratico di: valori costituzionali, di cittadinanza, interesse pubblico, equità sociale
Il progetto che si propone, seguendo il solco ormai tracciato dalla legge sulla trasparenza intende focalizzare un tema tanto attuale quanto dibattuto nella nostra regione (ma non soltanto): la necessità di maggiore correttezza e trasparenza nelle pubbliche amministrazioni. L’utilità dei codici etici nella pubblica amministrazione è ormai riconosciuta dal numero crescente di enti pubblici e privati che li hanno recepiti, sia all’estero che in Italia (p.e. Telecom, Alitalia, etc.). Nel tentativo di fare il punto della situazione in Puglia ed elaborare un codice etico per la Regione Puglia, ‘Politeia’, centro studi con la maggiore esperienza in Italia nel campo dell’etica applicata, in particolare alle imprese ed al settore pubblico, collaborerà con il Prof. Michele Mangini del Dipartimento di scienze storiche e sociali dell’Università di Bari che studia le problematiche dell’etica applicata nel campo universitario e già collabora da anni con l’Assessorato alla trasparenza e cittadinanza attiva.

            Il progetto si varrà delle esperienze pregresse di Politeia ma anche delle recenti indagini svolte sul tema dei codici etici nell’università svolte con il Prof Mangini, nonché di contatti già avviati con  centri specializzati sui codici etici per la P.A., come il Center for the Study of Ethics in the Professions dell’Illinois Institute of Technology (che ha curato in passato, tra l’altro, un codice etico per la città di Chicago).

Alcuni passaggi dell’indagine preliminare e che si può dare per acquisita rispetto al progetto che si propone sono i seguenti:

  1. Verifica di codici etici già esistenti ed applicati in pubbliche amministrazioni italiane (p.e. Cispel, etc.): motivazioni alla base della loro stesura, ricezione da parte degli interessati, applicazione e interiorizzazione.
  2. Indagine sociologica sulla domanda di codici etici nella P.A. (o un equivalente funzionale) da parte della pubblica opinione.
  3. Il caso dei codici etici negli enti pubblici e nelle aziende private nei paesi anglosassoni: quale lo stato dell’arte alla luce di un arco di tempo di applicazione ed assimilazione molto più esteso che in Italia?
  4. Il problema dei codici etici nelle università. Peculiarità della situazione dovuta alla delicatezza della sfera dell’educazione superiore dal cui funzionamento dipende la società del domani. Ricognizione della situazione presente nelle università pugliesi: università di Bari, Lecce, Foggia, etc. e Politecnico. Gli scandali e la percezione della pubblica opinione locale.
  5. Indagine sui codici etici nelle università italiane e qualche esempio di università straniere. I principi chiave e il loro rispetto nella bozza di codice etico dell’Università di Bari. Valutazione critica della procedura di redazione e delle possibilità di applicazione. Limiti del principio di consenso preventivo degli interessati rispetto alla domanda di rispetto di quelle regole da parte della pubblica opinione.  

 

Metodologia della ricerca

Si propone la costituzione di una task force agile, composta da circa 4 persone (p.e. Prof. Pasquale Chieco, Prof. Nicola Colaianni, Dr. Emilio D’Orazio, Dr.ssa Maria Sasso e Prof. Michele Mangini), capace di riunirsi facilmente, anche per via telematica. Si può pensare a 4 fasi:

(1) redazione di una prima bozza di codice etico da parte della task force, sulla base dell’indagine già vista e della letteratura esistente;
(2) focus group con una rappresentanza scelta per ciascun assessorato della regione Puglia nei quali si sottopone la bozza agli interessati per riceverne obiezioni e feedback;
(3) revisione della bozza da parte della task force alla luce degli incontri dei focus group;
(4) pubblicazione online della bozza revisionata per ricevere un feedback da parte di una fascia più ampia di cittadini interessati;
(5) eventuale ultima revisione ed emanazione definitiva.

 

Presentatori del progetto:

Dr. Emilio d’Orazio
Direttore di ‘Politeia’, associazione per lo studio, ricerca e formazione sui rapporti tra etica e scelte pubbliche, Milano

Prof. Michele Mangini
Filosofia politica, Facoltà di Giurisprudenza
Dipartimento di scienze storiche e sociali
Università di Bari

Milano, 30 settembre 2009